BLINK OF AN EYE
Milan, 2017 / Gopro
Biancoshock explores the act of blinking as a biological movement that constantly disrupts the stream of our vision. To capture this perceptual blind spot, the artist wore a GoPro on his forehead, aligned with his field of view and set to shoot a photo every time he blinked—immortalizing the exact moments missed during each fraction of darkness.
Meanwhile, a videographer recorded the performance externally, keeping the camera aimed at the artist's face and eyes. The GoPro captures the 972 frames of reality that the artist's brain naturally filtered out during a one-hour period. What is a momentary, invisible blind spot for the body is turned by the technology into an image archive, keeping the viewer fully tuned into reality 24/7.
/ IT
Il lavoro di Biancoshock nasce da una riflessione sul battito delle palpebre, un movimento biologico spontaneo che interrompe continuamente il flusso della nostra visione reale. Per indagare questo punto cieco della percezione, l'artista ha indossato una GoPro fissata sulla fronte, orientata come la sua visuale e impostata per scattare una fotografia a ogni singolo battito di palpebre. In questo modo ha immortalato esattamente ciò che la sua vista non ha potuto cogliere nella frazione di buio.
Parallelamente, un videomaker ha documentato l'intera performance dall'esterno, mantenendo l'inquadratura puntata sul volto e sugli occhi dell'artista. Gli scatti della GoPro restituiscono i 972 fotogrammi di realtà che il cervello dell'artista ha fisiologicamente ignorato nell'arco di un'ora. Ciò che per il biologico è un istante di cecità invisibile, per il dispositivo tecnologico diventa un archivio di immagini che ti fa rimanere nella realtà 24/24 h.